La più alta concentrazione di turisti italiani bloccati negli Emirati Arabi in uno stesso luogo è a bordo della Msc Euribia bloccata da tre notti al porto di Dubai dopo l'avvio delle operazioni militari nel Golfo: «sono complessivamente - conferma all'ANSA la compagnia - 563». Nel frattempo l'associazione Codici sta raccogliendo le segnalazioni dei passeggeri a bordo per fornire assistenza legale in vista del rientro in Italia.

I timori «Comprendiamo che la situazione è in continua evoluzione, ma Msc deve capire lo stato d'animo di chi si trova bloccato su una nave in un porto coinvolto in una guerra - dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici -. Chiediamo, quindi, alla compagnia di fornire aggiornamenti continui e tempestivi. È necessaria una comunicazione puntuale su attività e impegni non solo per garantire l'incolumità dei passeggeri, ma anche e soprattutto per assicurare un rapido e sicuro rientro in Italia».Nell'aggiornamento pubblicato sul proprio sito internet sulla situazione in Medio Oriente, Msc scrive che la nave Euribia rimarrà nel porto di Dubai fino a nuovo avviso, seguendo le indicazioni delle autorità di sicurezza nazionali e internazionali presenti nell'area. La situazione a bordo è sotto controllo: ospiti e membri dell'equipaggio sono costantemente assistiti e seguiti dal personale di bordo, mentre proseguono regolarmente i servizi dedicati all'accoglienza e al comfort. La situazione dei voli Nel frattempo, i voli nella regione sono soggetti a restrizioni e a continui aggiornamenti. La compagnia sta collaborando strettamente con le compagnie aeree per monitorare l'evoluzione delle rotte disponibili e individuare le migliori soluzioni possibili per il rimpatrio dei passeggeri. Msc, si legge sempre nell'aggiornamento, è inoltre in contatto costante con ambasciate e ministeri degli Affari Esteri, affinché dispongano di tutte le informazioni necessarie relative ai propri cittadini presenti a bordo e possano valutare eventuali piani di rimpatrio. Alla luce dell'attuale contesto, sono state cancellate le prossime crociere di Msc Euribia con partenza da Dubai il 7 marzo, da Doha l'8 marzo e da Abu Dhabi l'11 marzo. Gli ospiti interessati sono già stati contattati direttamente. L'escalation La nuova escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran sta mettendo in seria difficoltà il settore crocieristico nel Golfo Persico, in quella che potrebbe rivelarsi la crisi più grave dai tempi dello stop imposto dal Covid-19 nel 2020.I passeggeri bloccati Le compagnie con navi operative nell’area si trovano ad affrontare uno scenario complesso: migliaia di passeggeri sono bloccati a bordo di sei unità attraccate nei porti di Dubai, Abu Dhabi e Doha, impossibilitati a sbarcare dopo che le ostilità hanno causato la sospensione improvvisa dei voli nella regione.Gli attacchi Nel frattempo, la tensione è ulteriormente salita dopo nuovi attacchi contro petroliere al largo della Penisola di Musandam, in Oman, mentre la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha innalzato a “critico” il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz. Sebbene le compagnie coinvolte abbiano diffuso comunicati nel fine settimana assicurando di monitorare costantemente la situazione e ribadendo che la sicurezza di passeggeri ed equipaggi è la priorità assoluta, queste dichiarazioni offrono un sollievo limitato a chi si trova a bordo, mentre l’Iran continua a colpire le città della regione con missili e droni.La nota delle compagnie Al momento non è previsto il rimpatrio dei passeggeri imbarcati sulle navi di TUI Cruises — Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5 —, di MSC Cruises con la MSC Euribia, di Aroya Cruises con la Aroya, e di Celestyal Cruises con le unità Celestyal Journey e Celestyal Discovery, tutte attualmente ormeggiate al porto di Rashid, a Dubai.Il traffico aereo nell’intera area è sospeso a tempo indeterminato, mentre le navi da crociera — a pieno carico — sono considerate troppo vulnerabili per attraversare lo Stretto di Hormuz, unico sbocco del Golfo verso il mare aperto.I voli di rientro In una nota pubblicata sul proprio sito, TUI ha spiegato: «A causa della situazione in continua evoluzione nella regione e dei collegamenti aerei limitati, dipendiamo attualmente dalle informazioni delle compagnie aeree per capire se e quando potranno riprendere i voli di rientro. Non appena avremo dati affidabili, coordineremo i prossimi passi con i nostri partner». La compagnia ha aggiunto che, fino al rimpatrio in sicurezza degli ospiti, continuerà a garantire assistenza e protezione a bordo.Secondo quanto riportato da Euronews, sui mezzi TUI i passeggeri sarebbero stati invitati a rimanere nelle aree interne delle navi nell’ambito di rigide misure di sicurezza. Anche Celestyal Cruises ha comunicato che le autorità di Dubai non consentono lo sbarco dei passeggeri, una decisione comprensibile considerando che gli aeroporti cittadini sono già congestionati da viaggiatori bloccati.I costi Le compagnie si trovano dunque in una fase di attesa forzata, con la prospettiva di dover sostenere costi significativi per organizzare voli di rimpatrio e rimborsare le crociere cancellate.Marzo segna tradizionalmente la fine della stagione crocieristica in Medio Oriente, con le navi che nelle prossime settimane dovrebbero riposizionarsi verso i porti europei. Un prolungamento dello stallo potrebbe però compromettere i programmi estivi nel Mediterraneo, soprattutto per operatori più piccoli come Celestyal Cruises e Aroya Cruises, le cui flotte sono interamente ferme a Dubai.La chiusura dello spazio aereo mediorientale sta inoltre creando ripercussioni anche per le crociere in partenza dal Sud-Est asiatico e dall’Australia. Molti passeggeri internazionali raggiungono infatti quei porti facendo scalo negli hub del Golfo. Alcune compagnie stanno già offrendo rimborsi o crediti di viaggio a chi non è riuscito a trovare soluzioni di volo alternative.I turisti bloccati Terza notte di attesa al porto di Dubai per i crocieristi italiani bloccati negli Emirati Arabi. I passeggeri - tra loro anche oltre una decina di cagliaritani - non hanno ancora notizie sulla data del possibile ritorno. L'ultima comunicazione del comandante è arrivata a metà mattinata. Ma non ci sono sostanziali novità. Da parte dello staff a bordo dell'Msc Euribia è arrivato l'invito a rimanere in nave o nella stazione marittima: meglio non avvicinarsi a Dubai. I passeggeri hanno trascorso una notte tranquilla senza sentire le esplosioni dei giorni scorsi. Dal ponte della nave cercano di capire che cosa stia succedendo in città. Situazione relativamente tranquilla, ma cresce l'ansia e la voglia di tornare a casa. «Ci dicono di stare sereni - spiegano dalla nave - ma nessuno ci indica delle date o ci dà garanzie per il ritorno».Ieri i passeggeri sono stati invitati dallo staff della nave a compilare il modulo predisposto su richiesta dell'ambasciata e del consolato per chiedere ai cittadini italiani attualmente negli Emirati Arabi Uniti di registrare i propri dati personali sull'app Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri. «I passeggeri - spiega all'ANSA Giovanni Melis, uno dei crocieristi sardi rimasti bloccati a Dubai - fanno un po' la spola con il terminal a terra, giusto per smorzare un po' la tensione. Sullo sfondo vediamo la città: il traffico sembra abbastanza regolare. I taxi sono parcheggiati, c'è poco movimento perché la gente ha paura e non preferisce non allontanarsi. Se non altro almeno non abbiamo sentito esplosioni. In nave si mantiene la calma, però si aspetta sempre di sentire qualche comunicazione ufficiale con indicazioni certe perché le persone, comunque, vogliono rientrare a casa».