Avevano strappato il ventaglio dalle mani di un ragazzo, poi lo avevano colpito con pugni al volto e alla nuca, urlandogli insulti omofobi: "Mi gridavano fr… di m...”. Sono stati disposti gli arresti domiciliari per i tre minorenni che, lo scorso settembre, avevano picchiato Alessandro Ansaldo, 25 anni. L’aggressione omofoba era avvenuta in Corso Vittorio Emanuele II, nel centro storico di Roma.
Aggressione omofoba in centro a Roma: “Mi gridavano fr… due mi picchiavano, gli altri ridevano”
di Marco Carta
I tre 17enni erano già stati identificati e denunciati a piede libero dai carabinieri, che li avevano individuati incrociando diversi elementi investigativi: analisi delle telecamere di videosorveglianza della zona, accertamenti bancari sui pagamenti effettuati dal gruppo, verifiche sui social network, testimonianze e precise individuazioni fotografiche.Il provvedimento di arresti domiciliari è stato emesso il 20 febbraio dal gip del Tribunale per i Minorenni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la notte dell’aggressione Ansaldo era stato accerchiato mentre rientrava a casa. Uno dei minori gli avrebbe strappato e spezzato il ventaglio che teneva in mano, sputandogli poi in viso. Subito dopo, il gruppo lo avrebbe colpito ripetutamente con pugni al volto, alle costole e alla nuca. Caduto a terra sanguinante, il venticinquenne sarebbe stato ulteriormente deriso e insultato con frasi e minacce omofobe, prima che gli aggressori si allontanassero.








