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3 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:41
Svolta nelle indagini sul violento pestaggio a sfondo omofobo avvenuto la notte del 14 settembre 2025 nel centro di Roma. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare della permanenza in casa nei confronti di tre diciassettenni, gravemente indiziati di aver aggredito un giovane di 25 anni mentre rientrava a casa. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il venticinquenne sarebbe stato accerchiato dal gruppo. L’aggressione sarebbe iniziata con un gesto simbolicamente umiliante: uno dei minori gli avrebbe strappato dalle mani un ventaglio, spezzandolo, per poi sputargli in faccia. Subito dopo, la violenza sarebbe degenerata in un pestaggio: pugni al volto, alle costole e alla nuca. Quando la vittima è caduta a terra, sanguinante, gli aggressori avrebbero continuato a infierire, accompagnando i colpi con insulti e minacce di matrice omofoba, per poi allontanarsi.
Il quadro clinico refertato parlava di un trauma cranio-facciale complicato, frattura delle ossa nasali e contusioni costali, con una prognosi iniziale di 20 giorni. Successivamente è stato diagnosticato anche un disturbo post-traumatico da stress, che ha comportato ulteriori 30 giorni di prognosi. Nell’ordinanza, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni sottolinea la particolare gravità delle condotte, ritenute espressione di finalità di “mera sopraffazione e umiliazione della vittima”. Il gip evidenzia inoltre profili di pericolosità sociale e descrive gli indagati come soggetti con una personalità “caratterizzata da evidente omofobia e incline al delitto”, già gravati da carichi pendenti per altri reati.






