Reza Khan nacque nel 1878 in un villaggio del Mazandaran, nel nord verde e montuoso della Persia. Figlio di un sottufficiale morto quando lui era bambino, non aveva nulla: né nome, né denaro, né istruzione. Venne arruolato adolescente nella Brigata dei Cosacchi, l'unica forza militare moderna del Paese, addestrata da ufficiali russi. Imparò a combattere prima di imparare a leggere. In lui il fisico era tutto: alto quasi due metri, con una voce che non chiedeva ma ordinava. Nel 1921 marciò su Teheran con tremila soldati. Non incontrò resistenza. La Persia del 1921 era un Paese a pezzi. Lo Scià della antica dinastia Qajar, Ahmad Shah, passava il tempo a Parigi. Gli inglesi controllavano il petrolio del sud. I russi, prima zaristi e poi bolscevichi, premevano a nord. I signori della guerra locali governavano le province come feudi personali. Il Paese non aveva strade, non aveva ferrovie, non aveva un esercito degno di questo nome. Per un po’ di anni il nuovo padrone manovrò il potere a distanza poi, nel 1925, depose lo Scià e sifeceincoronare. Scelse il nome della dinastia: Pahlavi, dall’antica lingua iranica. Costruì ferrovie, università, vietò il velo, ridusse la giurisdizione dei tribunali religiosi, modernizzò l'Iran a forza, come si doma un cavallo. Nel 1941 inglesi e russi, sospettosi per le sue simpatie verso il Terzo Reich, lo deposero. Morì in esilio a Johannesburg, solo, in un albergo. Ma almeno sul trono aveva lasciato suo figlio.
Iran, Reza Khan o Simeone, ecco le due strade (opposte) per il futuro | Libero Quotidiano.it
Reza Khan nacque nel 1878 in un villaggio del Mazandaran, nel nord verde e montuoso della Persia. Figlio di un sottufficiale morto q...













