TREVISO - Pausa pranzo gratuita ridotta di mezz’ora: la misura è scattata ieri in alcune aree di sosta in città, in particolare nelle zone centrali, come piazza Vittoria e piazza Duomo. In quest’ultima in particolare (dove per un’ora di parcheggio si spendono 2,50 euro), la metà degli stalli non viene occupata. «Non solo dobbiamo spendere tanto, ma la pausa è pure tagliata», dicono alcuni automobilisti che devono trascorrere mezza giornata in centro e preferiscono cercare una sosta dove il prezzo è ridotto.

A questo, si aggiunge anche la domenica pomeriggio a pagamento. Una serie di provvedimenti annunciati da tempo, ma che ora che sono diventati realtà, fanno storcere il naso non solo ai cittadini ma anche al parroco del Duomo e di San Martino, don Mario Salviato: «Sono preoccupato - ammette - se una persona vuole venire a messa domenica pomeriggio è un problema. Perché si trova a dover spendere una cifra non da poco».

Quella di don Salviato è una riflessione più ampia. «Gli aumenti sono stati, a mio parere, repentini e significativi - spiega -. Se uno decide di stare più di un’ora arriva a spendere cinque euro. Mi sembra un prezzo eccessivo per un parcheggio in centro città. Ci sono cifre intermedie che non vengono nemmeno considerate, come 0,50 centesimi o 1,50 euro». Tariffe a parte, secondo il parroco il problema è a monte. «I parcheggi sono cari, gli affitti altrettanto. Gli appartamenti che stanno costruendo andranno in vendita a cifre esorbitanti e poi c’è il fenomeno dei 573 bed and breakfast in città. Mi sembra un segnale che va nella direzione di svuotare la città, oppure che verrà abitata da un ceto medio-alto. Non, quindi, da un ceto medio o coppie giovani. Loro non sceglierebbero di vivere in città perché tra tutti i costi che dovrebbero sostenere, parcheggi compresi, finirebbero a costituire una cifra abbastanza gravosa per un bilancio familiare. Vediamo, anche nelle altre parrocchie, un calo di presenze. I giovani stanno scomparendo». E tra quelli rimasti, alcuni vengono da fuori. «Vivono all’esterno della cintura urbana perché la città fatica ad offrire ospitalità e luoghi dove giovani coppie inizino a formare una famiglia - ribadisce don Salviato, ponendosi anche da un altro punto di vista -. Certo, comprendo anche le spese che una città deve sostenere. Ma allo stesso tempo mi chiedo: che Treviso vogliamo nel futuro? Questa è una domanda che dovremo porci. Vogliamo che il centro si svuoti? Io penso che dovrebbe essere a misura d’uomo».