TREVISO - Le multe staccate per le auto lasciate sugli stalli blu con i relativi numeri ormai illeggibili possono essere annullate. A dirlo è direttamente Ca’ Sugana. Negli ultimi tempi in città si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli automobilisti. Nessuno mette in dubbio che se non si salda la tariffa oraria per l’auto parcheggiata sugli stalli a pagamento si rischia di ritrovarsi con la multa sotto al tergicristallo. Ma allo stesso tempo a molti non va giù che questo accada anche quando il numero del parcheggio da inserire sulla colonnina per il pagamento, oppure sull’App, risulta illeggibile perché rovinato dal tempo. Se da una parte si chiede precisione - è il ragionamento - allora deve esserci anche dall’altra. Anche perché gli importi delle multe sono da poco lievitati fino a quasi 50 euro, cifra che comprende non solo la sanzione ma anche la copertura della tariffa oraria per l’intera giornata.

«Ho provato a pagare il parcheggio in piazza Duomo, ma il numero dello stallo era irriconoscibile - racconta uno degli automobilisti sanzionati - pensavo di non dovermi preoccupare, visto che non c’è l’urgenza di rendere i numeri leggibili». Invece una volta tornato a prendere l’auto ha trovato anche la multa. Ed è qui che si inserisce il chiarimento dal Comune. «Se i numeri sono illeggibili e l'utente non può effettuare i pagamenti - specificano da Ca’ Sugana - come succede sempre, la multa può essere annullata». Si farebbe prima a non farla fino a quando non verranno ripristinati i numeri degli stalli? A quanto pare questa opzione non è contemplata. In primis perché suonerebbe di fatto come un liberi tutti, con gli automobilisti pronti ad andare a caccia degli stalli con i numeri ormai cancellati. E poi anche perché si può discutere su cosa sia illeggibile o meno. Ecco perché una valutazione caso per caso da parte della polizia locale viene comunque ritenuta indispensabile. È vero che ci sarebbe la possibilità di risalire al numero del proprio parcheggio guardando quelli degli stalli vicini. Ma va anche rilevato che bisogna pure capire se si va a scendere o a salire. In alcuni punti della città, inoltre, ci sono pure più parcheggi di fila con numeri rimasti monchi. A chiudere il discorso, poi, c’è il fatto che a molti automobilisti non piace affatto l’idea di doversi impegnare per risalire al proprio numero in modo da poter pagare la sosta. Sembra essere più una questione di principio che non di tempo. Tant’è.