Ci mancavano pure le multe false. L’ultima ondata di fogliettini bianchi ha invaso i parabrezza delle auto parcheggiate (in divieto di sosta) a Firenze, ma prima era toccato a Pisa e Pisamo. A prima vista sembrano documenti autentici, con tanto di numero di verbale e articolo violato del codice della strada, il numero targa dell’auto, il nome del verbalizzante e il QRCode per il pagamento. Sembra tutto in regola, ma il verbale è fasullo, come una banconota da tre euro. «Sono arrivate alcune decine di segnalazioni - dice Silvano Bartolini, di Codacons Firenze -. Abbiamo un po’ il primato di multe a livello nazionale, c’è un accanimento particolare da parte del Comune. I truffatori ne hanno approfittato. Per smascherarle, bisogna fare un po’ di attenzione, grafie e indirizzi spesso non corrispondono. È sempre meglio chiedere informazioni prima di pagare».

Le contromisure

«Ci sono diversi campanelli d'allarme che possono aiutare a smascherare la truffe – è il suggerimento dell’Associazione europea consumatori indipendenti, Aeci -. Una vera multa riporta sempre chiaramente l'ente che l'ha emessa e l'ufficio competente. Nel dubbio, meglio non usare i contatti forniti sul foglio sospetto, ma cercare online i contatti ufficiali dell'ente menzionato e chiedere conferma dell’esistenza del verbale». Prima ancora di questo, è importante controllare che «i dati riportati siano corretti: targa del veicolo, modello, luogo esatto dell'infrazione, data e ora». E poi, la raccomandazione principe: «Diffidare sempre di IBAN intestati a persone fisiche o società sconosciute. Le multe reali si pagano solitamente tramite bollettino postale premarcato, il sistema o, in alcuni casi, presso ricevitorie autorizzate o sportelli bancari specifici indicati chiaramente nel verbale ufficiale». Negli ultimi tempi, sono stati introdotti anche i QR Code, che «devono essere verificati. Quelli autentici di solito rimandano a piattaforme di pagamento istituzionali, come PagoPA». Per evitare guai, è meglio inquadrarli «con cautela e controllare l'indirizzo web a cui puntano prima di inserire dati».