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2 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 15:36
“Epic Fury è stata l’operazione più letale, più complessa e più precisa della storia americana”. Con queste parole il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha descritto come un successo l’offensiva congiunta israelo-americana contro l’Iran, iscrivendola nel solco della linea politica e militare seguita dall’amministrazione di Donald Trump.
“Non abbiamo iniziato la guerra contro l’Iran ma sotto Donald Trump la finiremo“, ha dichiarato Hegseth in una conferenza stampa al Pentagono con il capo degli Stati Maggiori Riuniti Dan Caine, sottolineando che l’operazione dello scorso giugno “ha eliminato le loro strutture nucleari“, salvo poi accusare Teheran di aver ripreso il programma atomico. “Trump non accetta questi giochetti”, ha aggiunto, descrivendo una leadership determinata a non concedere margini di ambiguità. Secondo il capo della Difesa, l’Iran “stava costruendo potenti missili e droni per creare uno scudo convenzionale a protezione delle sue ambizioni di ricatto nucleare“. Per Washington, l’espansione dell’arsenale iraniano non sarebbe dunque solo un rafforzamento difensivo, ma parte di una strategia per “tenerci in ostaggio”, minacciando le forze americane nella regione.












