"Quando cala il buio siamo spaventatissimi.
Da dopo cena in poi facciamo fatica a dormire.
C'è tanta preoccupazione soprattutto di notte.
Arrivano gli alert del governo emiratino che hanno un suono altissimo e dobbiamo correre nel bunker, che altro non è che il garage. Le ragazze piangono e ora comincio a essere preoccupato anche io".
Federico C., studente di un liceo scientifico milanese, è fra i 204 ragazzi, in buona parte minorenni, rimasti bloccati a Dubai dopo aver partecipato al progetto coordinato dalla Wsc Italia per World Student Connection Global Leaders.












