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Quando l'ideologia prende il posto della realtà, accade che si pianga per il dittatore e si ignori il popolo che quel dittatore ha tenuto sotto il tallone per decenni
Gentile Direttore Feltri,
io non riesco a spiegarmi come sia possibile che la sinistra, femministe incluse, protesti per l'uccisione di Ali Khamenei, uno dei più spietati dittatori della storia. Ho il dubbio che, solo per attaccare Trump, i progressisti abbiano scelto di schierarsi dalla parte dei peggiori criminali del pianeta. Il che mi pare alquanto disonesto. Io sono felice che il popolo iraniano possa adesso recuperare quelle libertà che gli sono state negate per decenni. E vorrei ricordare ai sedicenti democratici che è stato proprio il popolo iraniano ad implorare l'intervento di Trump negli ultimi due mesi, mesi in cui gli iraniani hanno subito una repressione violentissima con un bilancio di decine di migliaia di vittime sulle strade. Oggi ho voglia di urlare persino io che non sono iraniana: «Grazie, Trump!». Perché penso che la liberazione di un popolo, a cui vengono restituite libertà universali, sia una festa per chiunque.






