Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Tra crisi economica, proteste sociali e disobbedienza quotidiana, la sfida delle iraniane al velo obbligatorio continua a ridefinire lo spazio pubblico
Negli ultimi giorni l’Iran è tornato al centro dell’attenzione internazionale per una nuova fase di proteste sociali che si intrecciano con una crisi economica sempre più profonda e con una sfida ormai quotidiana delle donne alle regole sull’abbigliamento imposte dalla Repubblica Islamica. A Teheran, come in altre grandi città del Paese, il malcontento per l’aumento dei prezzi, la disoccupazione e il crollo del potere d’acquisto ha riportato persone in strada, coinvolgendo commercianti, studenti e lavoratori.
Dentro questo scenario di tensione si inserisce un fenomeno che non è nuovo, ma che oggi appare sempre più visibile: la disobbedienza femminile al velo obbligatorio. Negli ultimi mesi, i social e le testimonianze descrivono una capitale in cui un numero crescente di donne cammina a capo scoperto o indossa l’hijab in modo volutamente simbolico, soprattutto nei quartieri centrali, nei caffè, nelle università e negli spazi commerciali. Non si tratta di un singolo evento coordinato, né di una “giornata zero” della protesta, ma di una pratica diffusa che continua nonostante il rischio di fermo, multa o arresto.






