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La magistratura iraniana introduce nuove misure contro chi “promuove la rimozione” dell’hijab, segnando una stretta dopo mesi di incertezza. La scomparsa dell’atleta Hanieh Shariati riaccende l’attenzione sulla repressione

Continua la repressione in Iran, nuova stretta sul velo. La magistratura di Teheran ha emanato una nuova direttiva sul rispetto dell’hijab, introducendo misure immediate contro chiunque “promuova la rimozione” dell'indumento. Firmato dal capo della magistratura Gholamhossein Ejei, il provvedimento attribuisce a gruppi “organizzati e affiliati a stranieri” il tentativo di diffondere “anomalie sociali” attraverso la “propaganda della nudità”. La decisione sembra segnare un ritorno a un approccio più rigoroso dopo mesi di incertezza normativa.

Il provvedimento arriva in un periodo in cui il dibattito interno sull’obbligo del velo rimane aperto. La legge che prevedeva sanzioni più severe per chi non indossa l’hijab - sospesa lo scorso dicembre - è rimasta oggetto di contrasti tra istituzioni, posizioni divergenti tra autorità religiose e mobilitazioni della società civile. Negli ultimi mesi, inoltre, le autorità avevano alternato fasi di applicazione restrittiva a momenti di maggiore tolleranza, mentre alcune Ong – a partire dal Center for Human Rights in Iran – ricordavano che l’obbligo formale non era stato abrogato.