L’arrivo della nuova Audi RS5 ha scatenato di nuovo in coro di indignati che, senza aver mai guidato la macchina ( nemmeno sentito il suono del V6 ibrido) sentenziano che «è troppo pesante». Certo, sulla carta la sceda tecnica fa impressione: la nuova Audi RS 5 pesa 2445 chili. Duemilaquattrocentoquarantacinque. È la stessa cifra che, detta ad alta voce, fa venire in mente un piccolo furgone per traslochi o il peso di tre Smart messe una sull’altra. Eppure, quest’Audi porta in dote 639 cavalli e un’etichetta 0 emissioni grazie a una batteria da 25,9 kWh che da sola pesa quanto un intero motore di vent’anni fa.
Lo stesso coro che, qualche mese fa, aveva accolto la nuova BMW M5 con lo stesso sdegno da puristi del peso forma. Critiche sincere, per carità. Ma pronunciate, nella maggior parte dei casi, da persone che – anche lì - non hanno mai provato un’auto che, nonostante tutto, riesce a farti dimenticare il suo stesso corpo.
Vent’anni fa l’RS 4 Avant pesava 1620 chili. Oggi la sua erede ne pesa seicentoventicinque in più. Non è un ingrassamento: è un cambio di civiltà. L’Europa multa i costruttori se superano certi grammi di CO₂ per chilometro, e allora ecco la soluzione: si aggiunge un motore elettrico, una batteria grossa abbastanza da regalare ottanta chilometri di autonomia elettrica, un sistema di gestione che pesa quanto un passeggero robusto.







