Non solo olio. Accanto al tesoro da custodire in ogni goccia ce ne sono altri tutti da gustare nel territorio di Andria.

La burrata

Impossibile non menzionare, e gustare dal prino all'ultimo morso, quel concentrato di bontà e sapere artigianale che prende il nome proprio dalla città che gli ha dato i natali. La burrata di Andria Igp è un forziere carico di meraviglie prima nascoste e poi svelate al palato con quel suo morbido cuore "stracciato" con sfilacci di pasta filata mescolati alla panna. Questo prezioso carico doveva essere trasportata con qualsiasi tempo, non c'era caldo, pioggia o bufera che tenesse. Così negli anni Cinquanta (la data più accreditata è quella del 1955) un massaro andriese si ingegnò e per far fronte a una copiosa nevicata che rendeva difficoltosi gli spostamenti decise di creare una sorta di contenitore di mozzarella che per l'appunto fosse in grado di contenere e trasportare con cura il carico. Sul nome dell'inventore, come spesso accade, non v'è certezza assoluta.

Si fa quello del casaro Lorenzo Bianchino della masseria Piana Padula, vicino al Castel del Monte, ma non manca qualche inevitabile disputa con altre famiglie della zona che si attribuiscono la paternità di questa eccellenza pugliese. Diverse le aziende artigianali che la propongono come il caseifici Le delizie del latte dove Vincenzo Fucci la fa nascere con cura e passione insieme alle sue altre creature (fra cui la "mozzarella anni Sessanta", realizzata a siero innesto).