PORDENONE - Sono una quindicina i pordenonesi che vivono e lavorano a Dubai nelle aree interessate dagli attacchi missilistici legati al conflitto con l’Iran. Al momento stanno tutti bene, ma la tensione è alta e la paura, soprattutto nelle ore notturne, si fa sentire. A raccontare cosa sta accadendo è la pordenonese Letizia Santin, presidente del segretariato Efasce di Dubai, dove è residente da tre anni. Avvocato, lavora nello studio legale italiano BonelliErede, il più grande a livello nazionale di cui è socio anche l’ex ministro Angelino Alfano. Letizia vive in un quartiere residenziale nell’area “District One”, a pochi chilometri dal centro finanziario della città, insieme al marito – allenatore di nuoto – e alla loro bambina, nata a settembre in Italia. «La situazione non è ideale, anzi è difficile – fa sapere – ma non è catastrofica come la stanno descrivendo alcuni quotidiani di peso nazionali». E racconta: «Certo stamattina ci siamo svegliati che sentivamo l’appartamento tremare, abitiamo al decimo piano».

«Dubai non è l’obiettivo primario», premette e prosegue: «La questione è la presenza di basi americane. Per questo, tra ieri e oggi (sabato e domenica ndr), ci sono stati degli attacchi con lanci di missili balistici e droni». Racconta che, secondo quanto comunicato dalle autorità emiratine, sarebbero stati circa 503 i missili inviati dall’Iran tra vettori balistici e droni: quasi tutti intercettati dai sistemi di difesa, gli altri finiti in mare. Gli attacchi hanno interessato in particolare le aree portuali di Abu Dhabi e della stessa Dubai. «Non vengono colpiti punti residenziali - precisa Letizia -. Ma quando i missili vengono intercettati si sente comunque un boato, come l’esplosione di una bomba».