VENEZIA - Un numero preciso non c’è. A parte il gruppo di studenti di Padova e di Venezia, non si sa quanti siano i veneti e i friulani bloccati a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo a seguito dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e alla conseguente ritorsione di Teheran. Non si vola più sopra Israele, Qatar, Siria, Iran, Iraq, Kuwait e Bahrein, così come sugli Emirati Arabi. Chi era in transito si è trovato bloccato, chi soggiornava per motivo di studio o di lavoro non sa quando potrà tornare a casa. La mancanza di un quadro preciso è dovuto a più fattori, come spiegano alla Direzione Relazioni Internazionali della Regione Veneto. Ad esempio, ci sono gli iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, ma in queste ore concitate non è ancora disponibile l’elenco suddiviso per regioni. Anche per chi si è recato in Medio Oriente o in località raggiungibili attraverso scali come quello di Dubai, ci sono pochi dati perché non tutti, prima della partenza, hanno avuto l’accortezza di registrarsi sul sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina. Ma, soprattutto, sono i passeggeri in transito l’elemento più incerto. «Sto seguendo personalmente la vicenda in collegamento diretto con l'unità di crisi della Farnesina e con la Direzione delle Relazioni internazionali della Regione del Veneto - ha detto il governatore Alberto Stefani -. Da quello che mi risulta ci sono studenti di Padova e Mestre, ma anche di altre città venete. Stiamo seguendo la vicenda con tutto l'impegno e la riservatezza che merita».
Studenti veneti bloccati a Dubai: «Sentiamo i missili cadere». L’attesa per i rientri a casa
VENEZIA - Un numero preciso non c’è. A parte il gruppo di studenti di Padova e di Venezia, non si sa quanti siano i veneti e i friulani bloccati a Dubai dopo la chiusura dello spazio...












