Alla fine, più o meno volontariamente, il Partito democratico finisce per tifare Pasdaran. L'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, con le bombe che hanno colpito Teheran con l'obiettivo dichiarato (da Trump e da Netanyahu) di far cadere il regime di Khamanei e Ayatollah, ha scatenato i commenti indignati degli esponenti democratici nostrani.
"Come saranno trattati i dossier sui tavoli di Comitato Olimpico e Paralimpico Internazionale con questa clamorosa violazione della tregua olimpica da parte di Usa e Israele? - commenta Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Pd, che prende la questione da un punto di vista decisamente "laterale" -. La tregua olimpica, di cui tanto ci si è riempito la bocca, è in vigore dal settimo giorno precedente l'inizio dei Giochi Olimpici al settimo giorno successivo alla fine dei Giochi Paralimpici. A meno che, come Tajani insegna, anche la tregua olimpica valga 'fino a un certo punto'".
La polemica del Nazareno è tutta con Palazzo Chigi. "Nel mezzo delle trattative tra Usa e Iran, Israele questa notte ha nuovamente attaccato Teheran dando la possibilità a Trump di unirsi all'azione e colpire militarmente dove avrebbe dovuto prevalere il dialogo, come avvenne nel 2015 quando i negoziati andarono a buon fine - sottolinea Laura Boldrini, deputata dem -. È inevitabile che l'Iran risponda, essendo stato colpito per primo. Lo sta facendo lanciando missili sui paesi del Golfo alleati di Trump.Il rischio di una reazione a catena che generi un'escalation aprendo a un conflitto in tutta la regione è elevatissimo. E che sia chiaro: tutto questo non ha niente a che vedere con la battaglia per la libertà e la democrazia del popolo iraniano. Ha a che vedere, invece, con gli interessi di Israele e degli Usa nell'area. L'Ue e l'Italia usino parole ferme di condanna verso tutto questo, non solo la 'speranza che si concluda presto' come ha fatto il ministro Tajani dimostrando tutta la sua inadeguatezza. Non è accettabile, per quanto odioso sia il regime degli ayatollah, permettere a un paese di attaccarne deliberatamente un altro provocando l'ennesima guerra".











