La sinistra non può ripartire da Khamenei sia perché è finito all’inferno, da dov’era arrivato, sia perché il Pd si è spaccato persino sull’ex dittatore islamista. La segretaria Elly sostiene che siano «sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali che vìolano il diritto internazionale e scavalcano ogni sede multilaterale». La dem Pina Picierno, la quale non è una terza fila ma tra i vicepresidenti dell’europarlamento, risponde – indirettamente – che «quando viene deposto un dittatore è sempre un giorno di festa per il mondo libero».
Poi aggiunge: «La libertà non è mai un dettaglio della storia, è la sua direzione naturale. L’Iran, dopo gli anni bui della Repubblica Islamica, dovrà tornare a essere la casa degli iraniani, non la prigione delle loro coscienze. Nel nome di Mahsa Amini», aggiunge Picierno, «delle bambine, delle ragazze e delle donne minacciate, torturate e assassinate da un regime criminale che ha calpestato ogni giorno i più elementari diritti umani. Nel nome di chi ha avuto il coraggio di scendere in piazza, di tagliare una ciocca di capelli, di sfidare la paura. Viva l’Iran libero».
LA GUERRA SANTA DI KHAMENEI IN NOME DELL'IMAM NASCOSTO
Il dovere del jihadista è la guerra santa, fino alla vittoria o al martirio, spiegava un manualetto diffuso in ve...












