Pioggia di critiche dalle opposizioni dopo le dichiarazioni sul ruolo dello Stato in Monte dei Paschi di Siena. Esponenti di M5S e Pd accusano il governo di aver comunicato in modo improprio su un dossier delicato, con possibili ripercussioni sui mercati e sul titolo della banca senese.
Per il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, annunciare a borse aperte che «il ruolo del governo in Mps è finito» è stato «sbagliato, direi quasi folle». Secondo il senatore, un’eventuale uscita dello Stato dovrebbe avvenire «con un piano chiaro, tempi certi e una strategia industriale», non con una dichiarazione mentre Piazza Affari è in contrattazione. «Non è una questione di destra o sinistra — aggiunge — ma di responsabilità istituzionale».
Duro anche il vicepresidente del M5S Mario Turco, che parla di «due scempi» imputati alla premier Giorgia Meloni: da un lato l’annuncio a mercati aperti, dall’altro l’affermazione che il ruolo pubblico sia concluso nonostante il Tesoro detenga ancora il 4,8% della banca. Turco sostiene che il governo avrebbe avuto un ruolo attivo nel cosiddetto risiko bancario, mettendo Mps — risanata con risorse pubbliche — «a disposizione di alcune cordate finanziarie» interessate a operazioni su Mediobanca e Generali. Il senatore chiede inoltre che Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riferiscano in Parlamento, a partire dalla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario.






