Il calcolo del tempo trascorso tra il fatto - qualunque esso sia - che ha determinato la morte del bambino e la telefonata, fatta dalla madre, che ha attivato i soccorsi. L'analisi delle lesioni gravissime impresse sul corpicino. La ricostruzione, attraverso ogni elemento e testimonianza possibile, di cosa sia avvenuto durante la mattina di sabato nella villetta di Pessione di Chieri. Si intensificano le indagini sul bimbo dichiarato deceduto lunedì sera all'ospedale Regina Margherita, arrivato in gravissime condizioni. Oggi verrà svolta la prima consulenza tecnica ordinata dalla pm Alessandra Provazza: l'autopsia, considerata il pilastro dell'inchiesta e potenzialmente decisiva per chiarire le cause della morte. Anche la madre, indagata per omicidio colposo e tutelata dall'avvocato Roberto Macchia, attende l'esito dell'esame. All'autopsia prenderà parte, oltre il medico legale nominato dalla procura, Roberto Testi, anche il consulente scelto dalla difesa, Lorenzo Varetto.
Cosa dovranno valutare i medici legali
A di là delle aspettative, c'è chi ritiene che l'atto non per forza sarà risolutorio per comprendere cosa sia accaduto, o che potrà fornire informazioni non molto diverse rispetto a quelle già acquisite durante le 48 ore di ricovero in terapia intensiva. «Trauma cranico, addominale, toracico» la diagnosi accertata al momento dell'ingresso in pronto soccorso. Il piccolo è stato sottoposto a numerosi esami mentre era in coma, accertamenti approfonditi che hanno consentito agli inquirenti di delineare un primo quadro clinico e investigativo. Ora il lavoro congiunto di medici legali e carabinieri sarà quello di integrare i risultati dell'esame autoptico con gli altri elementi raccolti: i rilievi effettuati nell'abitazione, i dati contenuti nel cellulare sequestrato alla madre e le testimonianze.















