VENEZIA - «Valorizzare gli operatori sanitari è una priorità», dice il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, annunciando la bellezza di 60 milioni di euro da ripartire tra infermieri, operatori socio sanitario, autisti e anche personale amministrativo del settore emergenza-urgenza. «Tutti soldi statali - ribatte però la Cgil -, la Regione di suo non ha messo un centesimo».
L’annuncio cui fa riferimento il governatore riguarda una delibera portata in giunta dall’assessore alla Sanità Gino Gerosa, approvata nella seduta di martedì. Il provvedimento definisce il riparto delle risorse e gli indirizzi applicativi per l’attribuzione dell’indennità di Pronto Soccorso al personale del comparto sanità operante nei servizi dell’emergenza-urgenza, per il periodo 1° giugno 2023 – 31 dicembre 2026, “recependo - recita una nota di Palazzo Balbi - l’esito del confronto regionale con le organizzazioni sindacali e stabilendo criteri omogenei per la distribuzione delle risorse alle aziende del Servizio sanitario regionale. «L’ho detto sin dal mio discorso programmatico: valorizzare il personale sanitario è una delle priorità necessarie a migliorare sempre di più il nostro sistema di cure e assistenza - ha detto Stefani -. La delibera approvata dalla giunta dimostra che dalle parole siamo passati ai fatti, mettendo in campo risorse importanti: 60,6 milioni di euro complessivi, comprensivi di coperture e imputazioni di cui beneficeranno 3.200 lavoratori che operano in uno dei settori più delicati dell’organizzazione ospedaliera, quello delle emergenze».






