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Ultimo aggiornamento: 20:12
Khalid Semta, il giovane marocchino di 21 anni che il 12 febbraio aveva assistito alla morte del compagno di stanza Simo Said nel Cpr di Bari, è stato dichiarato non idoneo alla permanenza nel centro di Gjader, in Albania, dove era stato trasferito nei giorni scorsi dal centro barese. La decisione è stata assunta dalla commissione vulnerabilità il 26 febbraio 2026, dopo la richiesta di attivazione inoltrata dal direttore sanitario della struttura gestita dalla cooperativa Medihospes, avviata su sollecitazione del legale del ragazzo, l’avvocato Leonardo Lucente. Saputo del trasferimento a cose fatte, il legale si era subito detto preoccupato per le condizioni del giovane: ansia e shock post traumatico, riportati anche dalla parlamentare del Pd Rachele Scarpa che lo aveva incontrato il 13 febbraio nel Cpr di Bari insieme al Tavolo Asilo e Immigrazione, riferendo di tagli sul corpo causati da atti di autolesionismo.
A scanso di equivoci, tribunali e magistrati non c’entrano. E’ il verbale della commissione medica a certificare la presenza di “patologie e sintomi evidenti” che rendono il trattenimento di Semta incompatibile con la vita in una comunità ristretta, richiamando le direttive del Ministero dell’Interno (direttiva Min. Interno del 19 maggio 2022) e le norme sulla protezione dei soggetti vulnerabili. Secondo la valutazione, inoltre, le precedenti certificazioni di idoneità, tra cui quella rilasciata dall’Asl di Bari il 9 febbraio scorso, sarebbero inadeguate poiché non rispettavano i parametri temporali richiesti e mancavano di riferimenti specifici alle reali condizioni psicopatologiche del giovane.






