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Ultimo aggiornamento: 14:03

“Il numero estremamente limitato delle persone presenti nel Cpr nel corso della visita, 28 il primo giorno 27 il secondo, insieme con la disponibilità di posti nei Centri collocati sul territorio nazionale rende, a parere di chi scrive, non giustificato il trasferimento in Albania di queste persone”. Così si esprime il Garante dei diritti dei detenuti, nella sua relazione che segue alla visita nel centro di Gjadër – che è sotto la responsabilità della prefettura di Roma – voluto dal governo Meloni. Ma vediamo nel dettaglio.

Il sopralluogo è avvenuto martedì 29 luglio. Il Cpr, come verificato sul posto, è formato da “144 posti regolamentari, con una capienza di 96 posti contestualmente disponibili. Nel momento della visita era inutilizzata la struttura destinata ai richiedenti asilo, che può ospitare fino a 880 persone. Il blocco destinato al Cpr è suddiviso in sei sezioni, ciascuna destinata a 24 ospiti. Al momento della visita erano in uso due sezioni. Ogni sezione è formata da sei stanze per quattro ospiti, collocate a corte con un’area comune dedicata alla socialità, secondo quanto riferito dall’ente gestore accessibile dalle stanze 24 ore su 24”.