Mentre sale a 43 il numero di migranti presenti nel centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader, con il nuovo trasferimento in nave venerdì scorso di 28 stranieri, la Camera il 15 maggio ha dato il primo via libera (126 sì e 80 no), dopo la fiducia votata mercoledì 14 maggio, alla conversione del decreto legge 37/2025 che ha permesso lo spostamento in Albania di persone già trattenute nei Cpr italiani e destinatarie di un provvedimento di espulsione.

Il “timbro” di legge ai trasferimenti dai Cpr italiani

Il comma 1 del primo articolo del Dl, intervenendo sulla legge 14/2024 che ha ratificato il protocollo Roma-Tirana del 6 novembre 2023, ha esteso appunto la categoria di persone che possono essere condotte nelle strutture in Albania, includendo i destinatari di provvedimenti di trattenimento convalidati o prorogati. Questo passaggio ha permesso la riattivazione dell’operazione, dopo che per i migranti soccorsi in acque internazionali e provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri, gli unici ai quali si potevano applicare originariamente le procedure accelerate di frontiera in Albania, i giudici avevano sempre sospeso la convalida dei trattenimenti in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea, attesa tra fine maggio e inizio giugno, sulla legittimità dell’elenco dei Paesi sicuri stilato a livello nazionale.