TREVIGNANO - Nella giornata di ieri, il giovane di Trevignano che ha avuto la peggio nella rissa scoppiata domenica pomeriggio durante una partitella al campo sportivo parrocchiale di Signoressa e si è ritrovato con la mandibola rotta, è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico nel reparto di chirurgia maxillo facciale del Ca' Foncello di Treviso. Ne avrà per 30 giorni. Intanto, però, dopo la violenta lite, non ci sono solo ferite fisiche da guarire, ma anche psicologiche. I giovani che hanno assistito alla scena sono infatti sotto shock per l'accaduto. Ma hanno anche paura di ritorsioni per aver contribuito, in qualche modo, a mettere in moto le indagini dei carabinieri, che stanno indagando e segnaleranno per rissa i quattro ragazzi coinvolti. «Mio figlio è seriamente scioccato - ha raccontato ai microfoni di Antenna Tre la mamma del ragazzino che, al momento dell'accaduto, era in porta- non ha mai assistito a una violenza così gratuita e spropositata. Non dorme da tre giorni, a scuola non sta rendendo come al solito, è sconvolto e non si capacita della cattiveria di questi ragazzi».

Tutto è accaduto attorno alle 16 quando, durante la partita, si è innescata la miccia, forse per un presunto fallo. «Mio figlio era in porta -continua la mamma- e ha assistito alla scena di fronte a sé». Da una parte due fratelli italiani di Falzè, un 17enne e un 22enne, dall'altro due fratelli residenti a Trevignano, di origine marocchina, di 17 e 15 anni. Oltre a loro altri ragazzi, che, quando vedono che la situazione sta diventando pericolosa, si allontanano. «Quando mio figlio ha visto tanto sangue e tante botte, ma anche un fortissimo calcio sotto il mento sferrato a un ragazzo steso a terra si è spaventato ed è corso a casa -dice ancora la mamma- Avrei voluto immediatamente recarmi al campetto per assistere i ragazzi, chiamare carabinieri e ambulanza, ma mio figlio mi ha frenato: aveva paura per la mia incolumità. Così ho chiamato altre persone e ci siamo recati assieme al campetto». Sembra che il primo a essere colpito sia stato, da uno dei ragazzi di origine marocchina, il fratello più piccolo. A quel punto, il più vecchio, ventiduenne, sarebbe intervenuto per difendere il fratello, andando però incontro a un vero e proprio pestaggio. Pugni e calci scagliati con ferocia, fino a quando non è intervenuto un altro ragazzo che ha fermato l'aggressore, trattenendolo e dicendogli "così lo uccidi". Che non sia stata una semplice lite, lo raccontano le tracce rimaste a terra e le macchie di sangue, che gli stessi fratelli marocchini avrebbero tentato di pulire con dei rami e del fogliame. Timore di ritorsioni? «Qualsiasi cosa può succedere, ma siamo fiduciosi che le indagini facciano il loro corso -chiude la mamma- Spero di cuore che questi ragazzi non restino impuniti. È stata un'aggressione vera e propria. Quel ragazzo ha la mascella rotta, denti rotti, chissà quando potrà cominciare a mangiare. Supportiamo la famiglia».