Fu opportuno toccare la Costituzione nel 1992 abolendo le amnistie a maggioranza semplice e nel 1993 abolendo l’autorizzazione a procedere per i parlamentari, insieme fu catastrofico non riformare l’organizzazione corporativa del sistema giudiziario creando uno sbilanciamento di poteri e ordini dello Stato che ha perseguitato la vita di tutta la Seconda Repubblica grazie alla crescente politicizzazione di ampi settori della magistratura. Per dimostrare questa mia tesi non citerò le persecuzioni giudiziarie contro esponenti di centrodestra, peraltro ampie e persistenti, mi limiterò agli attacchi devastanti che magistrati politicizzati hanno costantemente effettuato anche contro governi sostenuti dalla sinistra. Da un articolo sul Fatto di Gianni Barbacetto il 6/1/2015. Il 5 marzo 1993, «il governo varò un decreto legge (il “decreto Conso”, da Giovanni Conso, il Ministro della Giustizia che lo propose), che depenalizzava il finanziamento illecito ai partiti e definito per questo il “colpo di spugna”. Il decreto, che recepiva un testo già discusso e approvato dalla commissione affari costituzionali del Senato, manteneva un “silenzio ipocrita” sul valore retroattivo della depenalizzazione, che quindi avrebbe compreso anche gli inquisiti di Mani pulite. Naturalmente, si sarebbe trattato di una retroattività scontata, essendo previsto dall’articolo 2 secondo comma del codice penale che le depenalizzazioni hanno sempre effetto retroattivo, persino se nel frattempo è già intervenuta una condanna irrevocabile. L’allarme che le inchieste di Tangentopoli rischiavano di insabbiarsi fu lanciato dal pool milanese in televisione». Giovanni Conso è stato un emerito giurista cattolico di sinistra ministro della Giustizia prima nel governo Amato poi in quello presieduto da Carlo Azeglio Ciampi.
Magistratura, la storia degli attacchi ai governi di sinistra | Libero Quotidiano.it
Fu opportuno toccare la Costituzione nel 1992 abolendo le amnistie a maggioranza semplice e nel 1993 abolendo l’autorizzazione a pro...







