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Da qualche mese Andrew Mountbatten-Windsor, il fratello di re Carlo III, era un ex principe, privato del titolo dalla famiglia reale britannica per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Era stata una cosa di per sé già eccezionale, con pochi precedenti storici. Quello che è successo giovedì lo è ancora di più: la polizia è andata a casa di Mountbatten-Windsor, l’ha arrestato, interrogato e infine rilasciato dopo alcune ore.
Per quanto enorme, l’arresto è il punto d’arrivo di quello scandalo, che si è ingigantito con l’ultima pubblicazione degli “Epstein files” e non è detto finisca qui. Sono stati il colpo di grazia a una reputazione già deteriorata, considerata indifendibile persino da un’istituzione con fama di familismo come la monarchia britannica, almeno sotto Elisabetta II, madre di Carlo III e di Andrea.
Da tempo si parla del coinvolgimento di Mountbatten-Windsor nei traffici di Epstein, il finanziere statunitense condannato per aver sfruttato sessualmente decine di ragazze minorenni e morto in carcere nel 2019. È stato questo a screditare l’ex principe agli occhi dell’opinione pubblica. Ora è indagato dalla polizia inglese con altre accuse: aver passato a Epstein documenti governativi riservati quando, tra il 2001 e il 2011, era stato inviato commerciale del Regno Unito, un incarico con vincoli di segretezza.












