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Secondo intelligence europee la Russia avrebbe acquistato proprietà sensibili in oltre dodici Paesi occidentali per preparare operazioni di guerra ibrida. Nel mirino basi militari, porti e infrastrutture strategiche

La Russia ha comprato proprietà sensibili vicino a siti militari e civili in oltre una dozzina di Paesi dell’Europa occidentale che potrebbero servire per lanciare una campagna coordinata di sabotaggi. Il nuovo allarme sui piani ostili di Mosca è stato confermato al Daily Telegraph da funzionari, ex e ancora in servizio, di tre intelligence del Vecchio Continente. Una notizia che arriva nelle stesse ore in cui la guerra in Ucraina entra nel suo quinto anno e i negoziati diplomatici mediati dagli Stati Uniti tardano a produrre risultati concreti.

I siti in Europa acquistati dal Cremlino, riporta il quotidiano britannico, sarebbero stati trasformati dalle spie russe in una rete di “cavalli di Troia”, pronti all’uso per un’escalation della guerra ibrida contro l’Occidente. Tra le proprietà in possesso della Federazione ci sarebbero residenze estive, case vacanze, magazzini, scuole abbandonate e persino intere isole. Da qui, secondo gli 007 europei, gli agenti russi potrebbero svolgere non solo azioni di sabotaggio e attacchi segreti ma anche attività di sorveglianza. Con la possibilità, avvertono le fonti del Telegraph, che nei siti in questione siano già presenti esplosivi, droni, armi e operativi sotto copertura, pronti ad essere attivati in caso di crisi.