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Una guerra ibrida e tecnologica volta a indebolire Mosca: al momento sembrano essere stati esfiltrati oltre 4,4 GB di dati sensibili riguardanti la progettazione e la manutenzione dei bombardieri strategici russi Tu-95, Tu-160 e Tu-22M3

Nello scenario dell’attuale crisi geopolitica tra Ucraina e Russia, le operazioni di cyber intelligence assumono un ruolo speciale nel plasmare l’esito del conflitto e nel condizionare le capacità strategiche delle parti coinvolte. Un recente attacco informatico condotto, presumibilmente, dai servizi di intelligence ucraini contro la United Aircraft Company Tupolev, pilastro dell’industria aerospaziale russa, ne rappresenta un esempio emblematico.

Da una prima analisi delle fonti aperte, emergerebbe che la Direzione Principale dell’Intelligence (DIU) del Ministero della Difesa ucraino avrebbe realizzato un’operazione di cyber spionaggio penetrando i sistemi informatici della United Aircraft Company Tupolev, una realtà industriale di rilievo nazionale, specializzata nella progettazione e produzione di bombardieri strategici, fondamentali per la proiezione del potere aereo russo sia in ambito nucleare che convenzionale. La missione, condotta con meticolosità e in un arco temporale esteso, avrebbe consentito il monitoraggio continuativo delle comunicazioni interne dell’azienda fino all’esfiltrazione di oltre 4,4 gigabyte di dati sensibili, configurandosi come un significativo evento nel quadro della guerra ibrida e tecnologica che contrappone Kiev a Mosca.