Francesco Bisconti, 35enne ricercatore del Cnr Nanotec di Lecce, ha investito tutta la vita nella ricerca. Da assegnista, dottorando, ricercatore con varie tipologie di contratto sino a quello a tempo determinato con scadenza in dirittura d’arrivo – al pari di centinaia di altri colleghi in tutta Italia – rischia ora di vedere interrotto il suo lavoro. La coperta è corta e i fondi stanziati dal governo pochi. Anche per questo il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Stefano Minerva, ha annunciato una mozione in consiglio per impegnare il governo a una stabilizzazione delle competenze. Intanto Francesco Bisconti aspetta di sapere che ne sarà di sé e del proprio lavoro, sempre soggetto alle sabbie mobili del precariato.

Bisconti, tanto studio e il rischio di vedere cessata la propria attività.

«Per questo all’inizio temevo di lanciarmi nel mondo della ricerca. Il precariato è una condizione nota, ma si rischia davvero di perdere il lavoro di anni».

Com’è approdato nella ricerca?

«Sono laureato in Biologia, poi ho avuto un’esperienza lavorativa nel campo della sicurezza alimentare ma ho capito che non era la mia vita. Volevo fare ricerca».