Fondi Pnrr in scadenza, a rischio 30 ricercatori del Cnr-Ismar. Il direttore: «Competenze da tutelare»

Contratti vicini al termine per gli scienziati dell’Ismar assunti grazie ai fondi del Piano di sostegno europeo

NORDEST > VENEZIA

giovedì 16 ottobre 2025 di Tomaso Borzomì

VENEZIA - Ricerca "usa e getta", è questo il problema del precariato che si è generato attorno al Pnrr. Una trentina di ricercatori del Cnr-Ismar sono stati assunti grazie ai fondi del Piano di sostegno europeo, ma la conclusione dei finanziamenti rischia di vanificare quanto studiato e scoperto finora. Anche perché si tratta di persone qualificate, spesso con un dottorato alle spalle, che hanno cominciato un percorso, senza sapere dove però andranno a parare nel proprio futuro. Per il direttore del Cnr-Ismar di Venezia, Mario Sprovieri, in ballo c'è una questione di sistema: «Vivo questa situazione come una persona che ha la responsabilità di oltre 50 tra ricercatori, tecnologi e tecnici, tutti reclutati in maniera efficace, attenta, perché si giocava una partita importante, cioè quella del Pnrr e dei progetti europei».