Donald Trump rilancia l'America Dream.
In calo nei sondaggi e con le prime crepe che emergono nella base Maga, il presidente coglie l'occasione del discorso sullo Stato dell'Unione per voltare pagina e lanciare la volata dei repubblicani alle elezioni di metà mandato.
Davanti a Camera e Senato riuniti in seduta plenaria, The Donald difende il suo primo anno alla Casa Bianca, durante il quale ha "salvato l'America dall'orlo del disastro", e getta le basi per il futuro alzando il velo su nuove misure per ridurre quel carovita che non lascia respiro agli americani. Un'agenda "ambiziosa" che punta dritta a lanciare il Paese verso quell'età dell'oro che ancora appare un miraggio. Per il presidente è il discorso più difficile da anni dopo la spallata della Corte Suprema sui dazi, pilastro portante della sua politica economica. Davanti a quei saggi che lo hanno bocciato seduti in prima fila come di consueto, il presidente rivendica la sua autorità. Lo fa nel giorno dell'entrata in vigore di dazi globali del 10% per tutti, e mentre l'amministrazione lavora ad alzarli al 15% e delineare la strategia da seguire nei prossimi mesi per mantenere la stretta sui partner commerciali.
I dazi però sono solo uno dei temi di frizione con gli americani e il Congresso. Lo State of the Union cade infatti nel mezzo dello shutdown parziale a cui è stato costretto dai democratici nella battaglia per i finanziamenti all'Ice, l'agenzia protagonista degli incidenti di Minneapolis che hanno trasformato l'immigrazione da punto di forza del presidente a suo tallone d'Achille. Sulle tariffe e i migranti Trump inizia a incontrare resistenze anche nel suo stesso partito, storicamente favorevole agli scambi commerciali liberi e contrario alle tattiche troppo aggressive degli agenti dell'Ice. In vista delle elezioni di novembre, i conservatori sono consapevoli che gli americani bocciano Trump su dazi e migranti e temono l'effetto domino alle urne. Una sconfitta alla Camera è quasi data per scontata, ma il rischio sempre più reale è quello di una valanga democratica che conquisti l'intero Congresso lasciando il presidente come un'anatra zoppa.












