Nel giorno in cui sono entrati in vigore i dazi globali al 10% e mentre l’Amministrazione lavora al tessuto giuridico per alzarli ulteriormente, Donald Trump ha tenuto il discorso sullo Stato dell’Unione (Soteu). Alle 21 – le tre del mattino in Italia – ha parlato dal podio con alle sue spalle JD Vance e Mike Johnson, Speaker della Camera, in un’aula della House priva di una ventina di democratici dell’ala progressista che hanno marcato con la loro assenza la protesta contro il presidente.
I nuovi dazi di Trump, dai prodotti coinvolti al nodo dei 150 giorni: cosa cambia per le imprese
L’intervento dinanzi a tutto il Congresso, all’esecutivo e ai giudici della Corte Suprema diventati il bersaglio degli attacchi di Trump dopo la sentenza sui dazi, arriva in un momento complicato per la presidenza. Rispetto all’entusiasmo dell’anno scorso (4 marzo) e di un motore che – ha riferito a Politico un ex funzionario – «girava a pieni cilindri», Trump ora fa i conti con alcune decisioni che si sono rivelate un boomerang: l’incertezza generata dalle tariffe, la desecretazione degli Epstein file, l’invio degli agenti federali anti-immigrazione a Minneapolis, i rapporti con gli storici alleati europei.










