Il primo discorso sullo Stato dell'Unione del secondo mandato di Donald Trump doveva essere una celebrazione dei suoi successi.
Invece martedì sera il presidente si presenterà al Congresso in picchiata nei sondaggi, con il 60% degli americani che lo boccia anche, e soprattutto, sui temi a lui più cari: dazi, inflazione e immigrazione.
Chiuso nel fortino della Casa Bianca per l'intero fine settimana, Trump ha lavorato al suo discorso, rivedendolo e limandolo. Si è concesso una pausa solo per seguire l'attesa partita di hockey fra Stati Uniti e il 'nemico' Canada, valsa l'oro agli americani. "Che partita!", ha commentato sul suo social Truth, celebrando quello che molto probabilmente è stato l'unico raggio di sole di un weekend tutto in salita.
La ferita sui dazi brucia: lo stop della Corte Suprema mette in pericolo l'intera agenda economica della Casa Bianca e sottrae a Trump una importante leva a livello internazionale, indebolendo di fatto anche la sua politica estera. Il presidente ne è consapevole anche se ostenta sicurezza, cercando di trasmettere agli americani l'immagine di un presidente in controllo e in posizione sempre di forza.
A poco più di un anno dalla sua elezione, però, gli elettori lo guardando con crescente scetticismo. Secondo un sondaggio di Washington Post-Abc-Ipsos, il 60% non lo approva: per ritrovare un'indice di gradimento così basso bisogna riandare al giorno dell'attacco al Congresso il 6 gennaio 2021. La bocciatura è pesante soprattutto sui temi che gli stanno più a cuore, quelli che gli hanno consentito di tornare alla Casa Bianca.













