Fare birdwatching potrebbe proteggere il cervello dall'invecchiamento. Una ricerca pubblicata su The Journal of Neuroscience (JNeuroci) suggerisce infatti che l’osservazione e l’identificazione degli uccelli possono modificare la struttura e la funzionalità cerebrale, in modo simile a quanto accade quando si impara una lingua o si suona uno strumento musicale.
Lo studio, guidato da Erik Wing della York University di Toronto (Canada), aggiunge un tassello importante al dibattito sulla capacità del cervello di resistere agli effetti dell’invecchiamento e di adattarsi a eventuali danni.
Analizzando con risonanza magnetica strutturale e funzionale il cervello di birdwatcher esperti e principianti, un gruppo di ricercatori canadesi ha osservato differenze nelle aree coinvolte in attenzione, memoria di lavoro e riconoscimento visivo. Sono state valutate differenze nella struttura cerebrale, nell'attività cerebrale e nelle prestazioni d’identificazione.
I dati raccolti suggeriscono che l’allenamento prolungato nell’identificazione degli uccelli possa rimodellare i circuiti neurali e contribuire a rafforzare la riserva cognitiva attraverso meccanismi di neuroplasticità.
Cosa succede nel cervello del birder?






