Nemesio Rubén Oseguera Cervantes – il narcotrafficante più noto come “El Mencho”, ucciso il 22 febbraio dalle forze speciali dell’esercito messicano a Tapalpa, nello stato di Jalisco – era a capo del Cartello Jalisco Nueva Generación (Cjng), una delle organizzazioni criminali più potenti del Messico, attiva anche su scala internazionale. Con la sua morte, diversi analisti prevedono una profonda riorganizzazione del narcotraffico su scala globale, uno scenario che potrebbe innescare una nuova ondata di violenze (che si aggiungerebbe a quelle in corso in queste ore in diverse zone del paese nordamericano).Negli anni il Cjng si è dotato di meccanismi di controllo, intimidazione, finanziamento e reclutamento che hanno garantito al gruppo una capacità operativa senza precedenti. Una parte rilevante della sua forza nasce dall’indebolimento dei rivali storici, possibile grazie a un uso sofisticato di tecnologie informatiche e armamenti di ultima generazione, oltre che da una struttura flessibile che ha permesso al cartello di adattarsi rapidamente ai mutamenti nel contesto criminale.Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti sostiene che il Cjng possa ancora contare su una forte presenza e molti contatti in “quasi tutto il Messico”, ma anche nel resto del continente americano e in paesi come Australia, Cina e diverse nazioni del sud-est asiatico. Il ministero statunitense evidenzia inoltre la versatilità criminale del cartello, che oltre al traffico di fentanyl, è coinvolto in estorsioni, traffico di migranti, furto di idrocarburi e minerali e traffico illegale di armi.La nascita e l'ascesa del CjngLe radici del Cjng sono da ricercare nel periodo in cui il cartello di Sinaloa era guidato da “El Chapo” Guzmán. Intorno al 2007, il gruppo fondò un braccio armato a Jalisco sotto il comando di Ignacio “Nacho” Coronel Villarreal. Si trattava del Cartello del Milenio, noto anche come Los Valencia. In quella fase, gli uomini legati a Guzmán si contendevano le ”piazze" dello stato con i Los Zetas, che in origine facevano parte del cartello del Golfo.Secondo Bbc, la prima traccia documentata del Cjng risale al settembre 2011, quando il gruppo rivendicò con un video diffuso sui social network l'uccisione di 35 persone ritrovate a Boca del Río, nello stato di Veracruz.A quel punto, l’alleanza con il cartello di Sinaloa si era già incrinata. Dopo la morte di "Nacho” Villarrel in uno scontro con le forze federali nel 2010, la guida dell’organizzazione passò proprio a El Mencho, che avviò una rapida espansione puntando soprattutto sulla produzione e sul traffico di metanfetamine.In meno di cinque anni, il cartello ha scalzato i Caballeros templarios dal sud del Michoacán ed estromesso i Los Zetas dal nord di Jalisco e da alcune aree di Zacatecas. Dopo la cattura e l’estradizione di El Chapo, il Cjng si è rafforzato puntando sul reclutamento di esperti di finanza e chimica, con l’obiettivo di aumentare la produzione di droghe sintetiche e diversificare le entrate attraverso schemi di riciclaggio in settori come l'allevamento, le miniere, l'agricoltura e l'edilizia, ma anche estendendo le estorsioni alle piccole e medie imprese.Come il cartello di El Mencho sfruttava la tecnologiaLa Drug enforcement administration (Dea, la principale agenzia anti-droga statunitense) segnala che il Cjng opera in oltre 40 paesi e dispone di una struttura finanziaria nota come “Los Cuinis”, guidata da Abigael González Valencia, cognato di El Mencho. È questa rete a coordinare le operazioni di riciclaggio sfruttando il commercio internazionale, le criptovalute e collegamenti con reti asiatiche.Diverse indagini hanno documentato il ricorso da parte dell'organizzazione agli strumenti digitali per le attività di reclutamento. Nel 2024 l’Interpol ha segnalato il coinvolgimento del Cjng in truffe finanziarie su larga scala basate su intelligenza artificiale e crypto-asset, oltre all’espansione della tratta di esseri umani che venivano poi costretti a lavorare all'interno di call center dedicati alle frodi, da dove partivano attacchi informatici basati sulla tecnica del pig butchering.Uno studio condotto da El Colegio de México, in collaborazione con il Civic AI Lab della Northeastern University di Boston, ha individuato 100 account attivi riconducibili a organizzazioni illecite, che dimostrano come anche TikTok sia diventato uno strumento di reclutamento del cartello.Il rapporto evidenzia che il Cjng era responsabile del 54,3% dei profili individuati, una quota superiore a quella attribuita per esempio al cartello di Sinaloa e al cartello del Noreste. In questi ambienti digitali, segnala sempre lo studio, le emoji venivano utilizzate per identificare le diverse fazioni.Sempre sul piano tecnologico, un altro report rivela la familiarità delle reti criminali messicane con l’intelligenza artificiale, che viene impiegata per simulare sequestri, creare identità false e ottimizzare le rotte del traffico, il tutto riducendo i rischi operativi grazie ad algoritmi predittivi.Il ruolo dei droniDal punto di vista militare, gli specialisti ritengono che il predominio del Cjng sia basato in primis sull’uso di armamenti di nuova generazione. Circa cinque anni fa l’organizzazione ha iniziato a impiegare droni modificati con esplosivi nello stato di Michoacán per attaccare i rivali, applicando poi la stessa tattica allo stato di Guerrero. Le offensive hanno causato decine tra morti, feriti e sfollati.Secondo i dati del segretariato della Difesa nazionale messicano, se nel 2020 sono stati registrati cinque attacchi con droni attribuiti al narcotraffico, negli anni successivi la cifra è aumentata sensibilmente, dai 107 del 2021 fino ai 260 nel primo semestre del 2023.In genere i gruppi criminali utilizzano droni commerciali economici come il Dji Mini 3, a cui vengono aggiunti tubi metallici zincati per trasportare polvere da sparo, pallini o frammenti metallici. Ma il Cjng impiega anche droni agricoli Dji Agras T40, che possono superare i 20mila euro e sono in grado di trasportare sostanze tossiche o esplosivi liquidi, aumentando così notevolmente il potenziale distruttivo degli attacchi.Dal 2023, la polizia dello stato di Michoacán ha disinnescato quasi 5.000 ordigni, tra cui mine e droni, utilizzati da diversi gruppi criminali per controllare le rotte del narcotraffico