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La morte di Nemesio Oseguera Cervantes, detto El Mencho, riapre la partita tra i cartelli messicani. Dalle origini rurali alla guida del CJNG, così è diventato uno dei narcos più potenti e violenti del Paese

La sua morte ha scatenato il caos in Messico, segno che Nemesio Oseguera Cervantes, meglio noto come "El Mencho", non era un uomo qualunque. Per anni è stato uno dei narcos più noti e temuti del Paese, a capo del potente cartello Jalisco New Generation Cartel (CJNG). Di umili origini, nato nelle zone rurali dello Stato occidentale di Michoacán, Cervantes è riuscito in poco tempo a costruire una carriera importante nel mondo del narcotraffico, un’ascesa ottenuta con aggressività, brutalità e spietatezza.

A 59 anni, El Mencho aveva avuto contatti con la criminalità organizzata fin dagli anni ’80, poco prima di entrare clandestinamente negli Usa, quando aveva lavorato come coltivatore di marijuana nel suo stato natale. Nel corso degli anni ’90 finisce nel mirino della polizia americana diverse volte, con arresti per droga in California, prima di subire una condanna a diversi anni di carcere.