La scusa è la presentazione del nuovo numero di “Rinascita”, ma il fine unico è archiviare quell’apertura al centro, che ha portato fallimenti e sconfitte su ogni fronte, per dar vita a una sorta di Komintern 2.0, in salsa nazionale. Soltanto così, per l’intellettuale, si può recuperare l’identità perduta e mettere in piedi una forza che possa confrontarsi, quasi alla pari, con l’imbattibile Giorgia della Garbatella. Non è, stavolta, consentito perdere tempo prezioso. Lo sanno bene quei veterani “compagni”, come l’ex Guardasigilli Andrea Orlando. Quest’ultimo, nella sua Liguria, ha subito una debacle non di poco conto per colpa di Meloni, seppure avesse a disposizione una corazzata. L’unico successo, a quelle latitudini, è riuscito a ottenerlo Silvia Salis. Come fidarsi, però, di una sindaca che ha come spin doctor l’ex portavoce di Matteo Renzi? Martellista da record, profilo di spessore e comunicazione brillante, ma nulla a che vedere la “rivoluzione”, una volta evocata a suon di falce e martello.