«Rivoluzionario riformista»: questa definizione di Matteotti ne definisce l’approccio politico-esistenziale, di un gradualismo coniugato con la fedeltà ai principi basilari del socialismo, per la trasformazione degli assetti sociali in una prospettiva emancipatrice. L’ossimoro coglie la specificità di una strategia alternativa al massimalismo dogmatico e settario di Costantino Lazzari e Giacinto Menotti Serrati ma irriducibile alla socialdemocrazia annacquata di Leonida Bissolati e Ivanoe Bonomi.
Cento anni fa il delitto fascista di Giacomo Matteotti. Il libro in omaggio
Una linea maturata negli anni giovanili, a stretto contatto con le masse rurali del Polesine, di cui Matteotti interpreta aspettative di riscatto, ricollegandosi al socialismo municipalista, in veste di amministratore comunale, di consigliere provinciale di Rovigo, di organizzatore sindacale delle masse bracciantili.
Con Matteotti fu uccisa la democrazia Cronaca di due delitti
Gian Luca Favetto






