FIRENZE - Palco al centro, tribune ai lati, 500 ragazzi da tutta Italia e da più città d’Europa. Ma soprattutto tre ministri delle fila «nemiche» (Matteo Piantedosi, Giuseppe Valditara e Guido Crosetto) e un parterre di ospiti traversali, inclusa la reunion con il «vecchio amico riformista» Stefano Bonaccini. Matteo Renzi lancia così la tredicesima edizione della Leopolda, che a 15 anni dall’esordio si conferma essere «laboratorio, officina, vivaio». Tanto che, anche stavolta, sarà il trampolino per un’altra scommessa. Perché questa edizione, sei anni dopo aver presentato qui il simbolo, sarà l’ultima sotto le insegne di Italia viva.
Alla Leopolda Renzi archivia Italia viva. E battezza «Casa riformista» (con tre ministri "nemici" ospiti)
Via alla kermesse: il piano dell'ex premier per il nuovo contenitore centrista, sei anni dopo la scissione dal Pd. Piantedosi (accolto tra gli applausi) intervistato dai giovani











