Durante l'intervento di espianto del cuore donato da un bambino altoatesino di 4 anni e destinato al piccolo Domenico Caliendo "sono emerse significative criticità operative a carico del team di prelievo di Napoli".

E' quanto emerge da una relazione inviata lo scorso 18 febbraio dal dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia Autonoma di Bolzano al Ministero della Salute.

In particolare le contestazioni mosse riguardano la procedura chirurgica seguita, la dotazione tecnica incompleta (con insufficiente materiale refrigerante) e una incertezza in merito alla gestione dell'anticoagulazione (eparina).

Chi ha fornito materialmente il ghiaccio secco che ha poi congelato il cuore destinato al piccolo Domenico e chi era presente nel blocco operatorio quella mattina del 23 dicembre 2025. É la richiesta che il Nas di Trento ha inoltrato, secondo quanto scrive il quotidiano 'Alto Adige', alla direzione medica dell'Azienza sanitaria dell'Alto Adige.

Nella comunicazione inviata i carabinieri chiedono di individuare "gli addetti all'Officina ospedaliera, con particolare riguardo a coloro che erano preposti alla fornitura del ghiaccio" e gli "operatori sanitari in servizio presso il blocco operatorio, a disposizione del coordinatore". "Qualora da un approfondimento interno già aveste potuto verificare chi tra questi sia stato coinvolto nella fornitura del ghiaccio alla sala operatoria interessata all'espianto degli organi del donatore - è scritto ancora nella richiesta del Nas - si prega di voler trasmettere le risultanze".