La linea difensiva del personale di Bolzano è racchiusa in un verbale che sposta il peso della colpa sui medici di Napoli. L'operatore sanitario finito sotto i riflettori non nega il gesto, ma ne chiarisce il contesto: «Sono stato io a versare il ghiaccio nel box dove era contenuto il cuore, ma abbiamo solo eseguito le direttive dell'equipe di Napoli». È quanto si legge tra le pagine del quotidiano Alto Adige, che riporta la testimonianza chiave sull'errore che è costato la vita al piccolo Domenico.

Il primo intoppo sarebbe avvenuto proprio sulla scelta del materiale per conservare l'organo appena prelevato. Stando al racconto del sanitario, la chirurga Gabriella Farina avrebbe chiesto un contenitore di plastica. «Io le ho risposto che non ne avevamo. Poi le ho fatto vedere i barattoli di istologia, dove mettiamo i pezzi anatomici». Si tratta di contenitori non sterili, eppure la risposta della dottoressa sarebbe stata un via libera immediato: «Ha detto che andava bene, così gliel'ho dato».

Il racconto si fa ancora più inquietante quando si arriva al trasporto. L'equipe arrivata da Napoli avrebbe avuto con sé solo un contenitore termico «come quelli per il campeggio», con dentro del ghiaccio ormai ridotto ad acqua. Quando l'operatore di Bolzano ha portato la scatola di polistirolo con il ghiaccio secco (quello a -79 gradi), avrebbe chiesto conferma: «Le ho chiesto se andasse bene e lei ha detto di sì». Quel ghiaccio, versato per rabboccare il frigo semivuoto, avrebbe poi "cotto" l'organo durante il volo.