Alla fine, contano solo le correnti. C'è un caso-limite, riproposto dal Tempo, che forse spiega meglio di qualsiasi altro ragionamento i meccanismi che governano il più alto livello della giustizia, il Consiglio superiore della magistratura.

Il Csm, presieduto dal Capo dello Stato e organo di autogoverno delle toghe, è composto da 20 membri togati e 10 laici. "Un rapporto di due a uno che resterà invariato anche con la riforma", sottolinea il quotidiano romano diretto da Daniele Capezzone. Il problema è proprio dato dal modo in cui giudici e magistrati fino a oggi hanno scelto i loro rappresentanti. "Occorre appartenere a una delle correnti dell’Associazione nazionale magistrati. Occorre essere 'messi in lista'. Senza corrente, non si entra".

REFERENDUM GIUSTIZIA, L'ANM DICE "NO" SOLO PER TENERE 9MILA TOGHE IN SUO POTERE

Caro Direttore, anche alla luce delle precisazioni fatte dal presidente Mattarella, che non sono state una sponsorizzazi...

Basta dare un'occhiata a quanto accaduto nel 2018: "Per i quattro posti da assegnare ai pubblici ministeri vi erano solo quattro candidati. Uno per corrente (Area, la corrente di sinistra, Unicost, quella di centro, Magistratura indipendente, quella di destra, e Autonomia&indipendenza, quella di Piercamillo Davigo". Il quotidiano nota come "sarebbe bastato votarsi da soli per essere eletti". Un voto-farsa, insomma.