Quindi, ricapitoliamo. I magistrati, sia attraverso l’attività giurisdizionale sia attraverso una miriade di iniziative che è difficile non qualificare come politiche (interviste, convegni, conferenze, comparsate tv, proclami individuali o correntizi), possono tranquillamente invadere il terreno che dovrebbe essere proprio di Governo e Parlamento. Anzi: si fanno un punto d’onore di dettare a esecutivo e legislativo ciò che quei poteri abbiano o non abbiano diritto di fare. E naturalmente le toghe reagiscono malissimo se qualcuno fa osservare che queste invasioni di campo fanno saltare la separazione dei poteri. Dopo di che, se per caso politici e media osano sollevare critiche anche robuste e argomentate nei con fronti di magistrati onnipotenti e onnidichiaranti, sono di nuovo le toghe a sbraitare. Chiaro? Ormai c’è una casta che può tutto, dentro e fuori il perimetro che la Costituzione le assegna. E con in più – piccolo dettaglio – il potere di privare della libertà altri cittadini. Per sovrammercato, i membri di questa classe eletta, i sacerdoti di questa casta braminica non tollerano nemmeno il fatto che si possa discutere delle loro azioni. Di più: in vista del referendum, tappezzano le città di manifesti a base di fake-news; fanno proclami televisivi contro il governo; nelle ore pari, dicono che la riforma non serve a niente; in quelle dispari, oplà, cambiano idea e vorrebbero convincerci che si tratti di un colpo distato. È l’ora di dire che comportamenti simili non sarebbero (e non sono) tollerati nelle maggiori democrazie del mondo. È anomalo che in Italia la magistratura – indisturbata – continui a proporsi come surrogato dell’opposizione politica, come contropotere rispetto a un governo «sgradito», come soggetto che interviene in modo immediato e diretto nella discussione pubblica. Ed è ancora più anomalo che tutto ciò sia ormai accettato come un’evenienza normale e perfino ineluttabile.
Le ragioni di un sì contro la supercasta togata
Ci dovrà pur essere un limite a un certo punto. Leggete la storia di copertina di oggi, tra toghe e polizze, e giudicate se non sia davvero arr...






