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Alla città la violenza antagonista è costata centinaia di migliaia di euro sottratti alle casse pubbliche e, quindi, ai servizi per la collettività
Alla fine è arrivato il conto per la manifestazione di Askatasuna del 31 gennaio a Torino: quasi 300mila euro di soldi pubblici che dovranno essere sottratti ai cittadini. Per la precisione 273mila euro di cui, oltre quasi metà, ben 125mila euro, a carico diretto del Comune di Torino. Le altre voci del maxi-conto sono per le spese sostenute da Gtt per i disagi e i mancati incassi, Iren e Amiat. Tutte aziende partecipate costrette a togliere questi soldi dai servizi ai cittadini.
“Trecento mila euro è il costo complessivo buttato al vento per quattro terroristi. Mi chiedo se non occorre essere più rigidi, come applicare il daspo urbano su questi soggetti. Sono soldi della città o di partecipate pubbliche, quindi dei cittadini: abbiamo sborsato 300 mila euro”, ha commentato Pino Iannò di Torino Libero Pensiero quando l’assessore alla sicurezza del Comune di Torino, Marco Porcedda, ha snocciolato i costi della violenza antagonista. Nei giorni immediatamente successivi alle devastazioni, dalle parti del Comune ci si era spinti a fare una stima che, alla luce dei nuovi dati, appare quanto meno ottimistica: 164mila euro complessivi. Gli antagonisti di Askatasuna, che da anni occupano e manifestano accusando l'amministrazione di trascurare il welfare e di non investire a sufficienza nelle periferie, si ritrovano oggi a essere i principali responsabili di un drenaggio di risorse che colpisce proprio i capitoli di spesa più delicati.






