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La cifra è calcolata dall'Avvocatura dello Stato. E oggi a Torino si temono scontri

Gli italiani pagano la "tassa Aska": 7 milioni di euro per 30 anni di devastazioni, agenti resi invalidi e bollette mai pagate.

Askatasuna fa la rivoluzione sulle spalle dello Stato. Dal 1996 gli attivisti occupano l'immobile di proprietà del Comune in corso Regina Margherita 47 a Torino. I partiti di centrodestra hanno provato ad avere dall'ente comunale il conto delle spese sostenute per l'edificio occupato. Una cifra che si aggira intorno ai 150mila euro tra utenze e manutenzione. Questa è solo una delle voci del buco. Le incursioni violente hanno provocato ferimenti e invalidità permanenti. È il caso del Luigi De Matteo, carabiniere congedato dopo le botte dei no Tav la cui regia ricordiamo è saldamente nelle mani di Askatasuna. È il 3 luglio del 2011. È necessaria una trattativa tra il Questore e i capi di Askatasuna per la riconsegna del militare. Le ferite gli procureranno danni permanenti e congedo dal lavoro. Tra danneggiamenti, devastazioni, negozi distrutti, agenti feriti, il costo calcolato dall'avvocatura dello Stato è pari 6,8 milioni di euro. Una cifra che comprende anche le spese degli straordinari del personale, le spese per l'assistenza degli agenti feriti, gli stanziamenti per le unità che presidiano l'area del cantiere della Tav in Valsusa. Soldi che lo Stato non ha mai ricevuto dal movimento Askatasuna. E che quindi pagheranno gli italiani.