ROMA, 23 FEB -"Matera è roccia e il Mediterraneo è anche materia solida": è con questa suggestione che Rita Orlando, direttrice generale di Matera Basilicata 2019, racconta "Terre Immerse", il programma - in avvio il prossimo 20 marzo - di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026.
Un titolo che arriva a sette anni dal 2019, quando la città fu Capitale europea della Cultura, e stavolta è condiviso dal capoluogo lucano e la città marocchina di Tétouan.
"È un progetto che punta sulla cultura come strumento di diplomazia nel bacino del Mediterraneo", ha spiegato Orlando nel corso della presentazione del piano, oggi al Ministero della Cultura. "La nostra identità europea - ha scritto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in un messaggio letto dal consigliere Clemente Contestabile - è fatta nel suo etimo culturale e politico di identità mediterranea. L'Europa trae il suo senso più profondo, iniziale e vitale dal Mediterraneo, il 'Gran lago', come diceva Marinetti, che unisce Europa e Africa.
Ed è in questo spirito che Matera condividerà il titolo con Tétouan, la dimostrazione del nostro essere euro-africani". La città, ha ricordato il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, "diventa così la metafora di un Mediterraneo che vive anche lontano dalle coste: non sta sul mare, ma diventa la Capitale mediterranea".











