“Massa, La Luna, La Pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la Storia”. Venerdì 27 febbraio la città candidata presenterà il dossier davanti alla commissione del Ministero della Cultura nell’ambito della selezione per la Capitale italiana della Cultura 2028. «Non è un semplice viaggio istituzionale: è un cammino che compiamo insieme alla nostra comunità», sono le parole del sindaco Francesco Persiani, a sottolineare la dimensione collettiva del percorso costruito in questi mesi. L’audizione rappresenta il passaggio decisivo della selezione. In caso di vittoria, la città riceverà un finanziamento statale di un milione di euro. Il dossier si fonda su un impianto strategico articolato, costruito attorno a direttrici progettuali integrate e a un sistema coordinato di cantieri e progetti.

Doppio binanio

Sul piano finanziario, è previsto un doppio binario: da un lato un budget operativo di 5 milioni di euro per la programmazione culturale del 2028 e del biennio precedente, dall’altro un programma di investimenti strutturali per un valore complessivo stimato tra i 70 e gli 80 milioni entro il 2030. Si tratta di interventi infrastrutturali già programmati o in fase avanzata di progettazione – rigenerazione urbana, spazi culturali e formativi, efficientamento energetico, mobilità – che non rientrano nei 5 milioni operativi dei progetti ma rappresentano la componente strutturale dell’operazione. Dal punto di vista economico, si rileva, questo è il passaggio centrale: la candidatura vuole agire come cornice strategica unitaria per investimenti che avrebbero un iter autonomo, ma che vengono ricondotti a un disegno coerente di sviluppo territoriale, andando a costituire un’infrastruttura permanente in cui la programmazione culturale si innesta.