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Il caso di Tubercolosi allo Spazio Neruda degli antagonisti di Askatasuna ha spinto la Asl a chiedere lo sgombero immediato per ragioni di sicurezza sanitaria
L’allarme della Asl che chiede, nero su bianco, lo sgombero dello Spazio Neruda occupato dagli attivisti di Askatasuna sembra non trovare ascolto da parte della sinistra torinese. Anzi, si addossano alla Regione le colpe per gli allarmi sanitari. Nei giorni scorsi, infatti, era stato segnalato un caso di Tbc nell’ex scuola occupata, che aveva generato nuovi allarmi per un rischio elevato di contagio anche se non è la prima volta che accade. Questa mattina gli attivisti hanno effettuato una “conferenza stampa” nella quale sostengono che si tratta solo di propaganda perché non è un nuovo caso ma uno vecchio che si è riacutizzato. Come se questo fosse meno grave.
E anche la sinistra, davanti alle pressioni del centrodestra in Comune per avviare finalmente lo sgombero dei locali occupati, dove vivono decine di stranieri molti dei quali non regolari (tra i motivi per i quali la Asl ha segnalato criticità nel tracciamento), sostiene che si tratta solo di “propaganda”. Giuseppe Piras, esponente di Sinistra Ecologista, ha puntato il dito accusando che “siamo di fronte all'ennesimo caso di sciacallaggio politico da parte della destra torinese che non esita nel diffondere notizie manipolate e imprecise al mero scopo di fare propaganda. Quella di cui si parla in questi giorni non è una “nuova esplosione” di tubercolosi, ma una recidiva in monitoraggio già presa in carico”. Secondo Piras, “usare la tubercolosi per generare allarme e cavalcare l'onda degli sgomberi è indegno, e lo è ancora di più sapendo che i fatti raccontano un’altra storia. Ogni anno solo a Torino vengono identificati tra i 5 e gli 8 casi di infezione: parliamo di una patologia che il sistema sanitario piemontese deve saper prevenire, intercettare e gestire sempre, non solo quando diventa utile per fine politico ed elettorale”.






