MESTRE - Dove fino a ieri c'erano porte e finestre, ora ci sono muri di mattoni e malta ancora fresca. Sono quindici, in totale, gli alloggi che l'Ater di Venezia ha fatto murare al Circus di Chirignago per evitare che in futuro qualcuno possa tornare ad occuparli abusivamente. Soltanto uno di questi si trova però nella palazzina al civico 4 che, nella notte tra lunedì e martedì, è stata data alle fiamme da un piromane di etnia rom ora in carcere per incendio doloso. Gli altri quattordici alloggi si trovano invece nelle varie palazzine alla destra e alla sinistra di quella incendiata, la cui porta d'ingresso ora è stata sostituita da un grande pannello di legno compensato, fissato agli stipiti, sul quale è stato affisso il cartello "Vietato l'accesso per questioni di igiene e sicurezza Ater Venezia".
L'igiene però, sembra essere una grande assente anche nelle palazzine ai lati del civico 4, dove i muratori vestiti come agenti della Scientifica, protetti da tute bianche, guanti e cappuccio hanno lavorato per l'intera giornata di ieri. Varcando la soglia della palazzina numero 5, gli operai mettono subito in allerta: «Non prendete l'ascensore, non funziona». E anche se funzionasse, servirebbe un enorme coraggio per salirci. Sulla porta in acciaio dell'ascensore sono appiccicati diversi cartelli. Il primo: un verbale della ditta costruttrice che notifica l'irregolarità dell'elevatore e ne vieta l'utilizzo. Il secondo è un avviso che l'Enel ha affisso a luglio dell'anno scorso: «Fuori servizio a causa del distacco della fornitura elettrica». Le scale, comunque, non sono in condizioni migliori. Le pareti del palazzo hanno macchie di fango, sangue e qualcosa di giallastro impossibile da decifrare. Gli scalini sono ricoperti da frammenti di intonaco giallo sbriciolati, nel tempo staccatisi dai muri e calpestati; ma anche fazzoletti sporchi, zolle di terra, pezzi di vetro.






